Libro formato chiuso cm 17
x 24, vol.. 1 pagine 118 Stampa in bianco nero in fronte retro su carta
patinata gr. 80 Copertina a colori su carta patinata opaca
plastificata gr. 300 Rilegatura a filo rete con brossura colla a caldo 1^ Ed. gen 2010. 1^ Rist. feb 2010. 2^ Rist. feb 2010. Riccamente
illustrato Codice A 021
prezzo :
euro 40,00
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Raimondo Villano - Il tempo scolpito nel
silenzio dell’eternità.
Riflessioni sull’indagine diacronica per la
memoria dell’homo faber.
Sotto l’Alto
Patrocinio di: Pontificia Accademia Tiberina; Accademia di Storia dell’Arte
Sanitaria; Nobile Collegio Chimico Farmaceutico; Accademia Europea Relazioni
Economiche e Culturali; - Presentazioni del Ven. Balì Gran Croce di Giustizia
del Sovrano Militare Ordine di Malta Ecc.mo Fra’ Franz von Lobstein, Già Gran
Priore di Roma, e del District Governor 2100 Italia del Rotary International e
Critico letterario Prof. Antonio Carosella
Presentazione
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G |
entiluomo di compositi interessi sociali e storici,
dalla vasta e, oserei dire, addirittura imponente bibliografia, il confratello Raimondo
Villano presenta alla nostra attenzione l’ultima sua opera di saggistica dal
titolo “Il tempo scolpito nel silenzio dell’eternità. Riflessioni sull’indagine
diacronica per la memoria dell’homo faber”.
Si tratta, in effetti, di un
“agile” volumetto, giacché consta di appena poco più di cento pagine, che si
distingue sia per consultabilità ed eleganza che per le scelte iconografiche,
invero raffinatissime.
Mi corre, tuttavia,
l’obbligo di fare una precisazione, ovvero che non sia di inganno l’espressione
adottata di “volumetto” giacché il fonema che ci siamo permessi di utilizzare,
sia ben chiaro, si riferisce ad un’opera
tutt’altro che di esiguo spessore non solo in virtù degli argomenti
trattati, in effetti tutti, ma proprio tutti “tosti”, bensì anche per la
profondità delle cognizioni e per la meditata attenzione.
Per avere una vaga idea in
proposito, del resto, appare sufficiente porre mente locale già ai soli titoli
dei capitoli della Parte Prima e Seconda, benché vada confessato che per una lettura
attenta alcuni di essi presuppongono, se non proprio impongono, un’immediata conoscenza dei relativi testi.
Soffermandoci, poi, a
riflettere sui principali temi portanti, intesi però nell’accezione più alta
del termine, dal coacervo di un’ideale “summa”, l’opera ci riconduce,
relativamente agli aspetti della “memoria”, all’aforisma frutto della saggezza
antica che con Marco Tullio Cicerone suggerisce che
la memoria diminuisce se non la si tiene in esercizio (“memoria minuitur nisi eam exerceas”
in “De senectude”, VII VII. 21) mentre, per ciò che concerne la “storia e sua
metodologia”, essa rimanda ancora a Cicerone là dove asserisce “historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae,
magistra vitae, qua voce alia nisi oratore immortalitati commendatum ”
(“De orat”, II, 9, 36) ma anche, impegnandoci in un ragguardevole “salto” nel
tempo, a Massimo D’Azeglio, da cui apprendiamo che “la storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma
perché vi si legge l’avvenire”, a Francesco Domenico Guerrazzi che ne “Il buco
al mare” ricorda come “la filosofia della storia è l’arte di cercare e scoprire
le leggi regolatrici del mondo morale”, a Carlo Belgioioso che in “Scuola e
famiglia” afferma che “la storia è il notaio della coscienza pubblica” e,
inoltre, a Giacomo Bazzellotti che trattando di Francesco de Sanctis
puntualizza come “i recenti progressi del metodo hanno allontanato sempre più
la storia dall’arte dandole un carattere sempre più scientifico”.
Soffermandoci, ancora, sugli
aspetti della Storia della Scienza e, in particolare, della scienza sanitaria e
sua diffusione, ci sovviene in mente sia la riflessione di San Gregorio Magno,
“quando mundus ad extremum ducitur, tanto largior nobis aeternae scientiae
aditum aperitur”, che quanto asserito da Carlo Cattaneo, ossia che “scienza è
ricchezza” nonché la considerazione di Gaetano Negri che “il tratto
fondamentale dello spirito moderno è che tutte le forze dell’intelligenza sono
portate all’investigazione dei fenomeni fisici e morali considerati per se
stessi all’infuori di ogni pregiudizio di ogni elemento metafisico” (“Segno dei
tempi”, 125).
Ma cosa che ci sta più a
cuore, oltre che come storici, in qualità di membri Professi dei Giovanniti, infine, a proposito delle
considerazioni sviluppate sulla sede delle epifanie divine nell’intreccio fra
tempo ed eternità, desideriamo riservarci di partecipare un ultimo fondamentale
rimando all’interessantissimo sintetico precetto di Giovenale che nelle
“Satire” (10, 356) ricorda che “orandum est ut sit mens sana in corpore sano”:
“bisogna pregare affinché una mente sana sia in un
corpo sano”!
Roma, 6
febbraio 2010
Fra’ Franz von Lobstein
Ven. Balì Gran Croce di Giustizia
del Sovrano Militare Ordine di
Malta
Presentazione
|
I |
l libro, che si compone di due parti ben distinte e
pur collegate nell’unità dell’idea di fondo, affronta l’arduo compito di
accostare due ambiti disciplinari e scientifici tradizionalmente differenziati
sia nell’interna strutturazione che nelle finalità conoscitive: la Storia e
l’Informatica.
Lo scopo dell’accostamento è
di ordine pratico-operativo, che, senza compromettere l’autonomia di entrambe
le discipline e senza intaccarne gli statuti né alterarne le interne logiche,
dispone le potenzialità dell’una (l’informatica) al servizio dell’altra (la
storia) per dilatarne e potenziarne l’ampiezza degli orizzonti conoscitivi e
per accrescerne la carica pedagogica.
Alla base o alla radice di siffatta operazione,
complessa e ardita al tempo stesso, v’è la ferma fiducia che la
differenziazione delle “due culture”, tema dominante nella seconda metà del
secolo scorso, sia destinata a lasciare il posto ad una auspicata integrazione
in un “sapere”, nuovo e antico al tempo stesso, che pare profilarsi
all’orizzonte non troppo lontano del tormentato nostro presente.
All’attesa,
ancora piuttosto smarrita e confusa, di un tale avvento sembra alludere persino
il titolo del libro: “Il tempo scolpito nel silenzio dell’eternità”, dove
l’immagine del tempo che faticosamente scolpisce i propri segni sulla
sconfinata lastra dell’eternità non riesce neppure a scalfire, di essa,
l’intatto e assorto silenzio.
E così
si ricompone, per noi uomini, il mistero del rapporto tempo-eternità.
Allora:
ha un senso il generoso sforzo dell’autore di richiamare la nostra limitata
intelligenza di mortali a misurarsi ancora con il problema tempo-eternità, se
esso problema è costitutivamente al di sopra delle possibilità intellettive
dell’uomo?
Certamente.
Anzi si direbbe che il senso intimo e globale di tutto l’impegnato e
impegnativo discorso che fa il Villano consiste proprio nella consapevolezza
del limite e nello sforzo di spostarlo ancora più oltre utilizzando gli
strumenti della moderna tecnologia.
Ed è
in questo sforzo che scienza e storia si ritrovano a collaborare al fine di far
crescere l’uomo in conoscenza senza peraltro autorizzarlo al folle volo di
Ulisse oltre le colonne d’Ercole della sua finitezza.
La
lunga e articolata riflessione sulla storia, sul suo senso e sui suoi fini è
alimentata e sostenuta da una valida documentazione e da autorevoli
riferimenti, ma non è fine a se stessa, perché è volta alla prospettiva, più
limitata, dell’arte sanitaria e, più precisarmente, della storia della
farmacia, di cui l’autore è appassionato cultore.
Dall’affermazione
dell’opportunità e dell’utilità di conoscere il passato per meglio vivere il
presente e per più consapevolmente preparare l’avvenire deriva, come logica
conseguenza, l’individuazione dell’informatica come la tecnica che oggi
consente di ampliare straordinariamente, di facilitare, arricchire e diffondere
i segni e le testimonianze del passato a tutto vantaggio sia dell’arricchimento
culturale del presente che della propiziazione d’un più largo orizzonte
conoscitivo per il futuro. E con in più i vantaggi offerti dallo strumento
informatico, che consente di superare ed eliminare le due grandi difficoltà che
hanno fino ad ora limitato le possibilità operative dell’uomo: gli ostacoli del
tempo e dello spazio.
Non è
certo la conquista dell’onnipotenza, che appartiene soltanto a Dio, ma è un
gigantesco passo avanti fatto dall’uomo nella graduale ma infaticata marcia di
avvicinamento al “gran mare dell’Essere ” supremo.
Ed è
merito di Raimondo Villano averlo intuito e fatto oggetto della propria
ricerca.
C.mare di
Stabia, 4 marzo 2010
Prof. Antonio Carosella
Past
District Governor
del Rotary International 2100-Italia
Prefazione
|
Q |
uesto lavoro
scaturisce da un particolare coacervo di elementi correlati alla mia condizione
di cultore di storia, di cattolico giovannita, di professionista sanitario e di
cittadino socialmente impegnato in una Nazione splendida nella sua pur evidente
complessità.
Una lettura non sommaria dell’opera credo, invero, possa
segnare un momento nel quale si fa memoria di importanti istanti e aspetti
della nostra storia.
Nel contempo, fuor d’ogni retorica, lo scorrere dei capitoli ritengo sia
occasione che può far volgere lo sguardo al futuro riscoprendo l’opportunità,
il valore e il dovere della testimonianza, della narrazione e dell’aiuto alla
conoscenza.
Una lettura, dunque, da cui emergono non soltanto solide architravi
concettuali per sorreggere l’impalcatura del ricordo, per non dimenticare,
bensì anche un lavoro letterario che si cimenta nel compimento di un’ulteriore
opera altamente civile, putrellando elementi di riflessione di pacificazione
sociale, di concorso al ravvivamento del sentimento di coesione nazionale,
particolarmente bisognoso d’esser coltivato e diffuso nei tempi attuali, nonché
di custodia e protezione delle autentiche radici che, sostanzialmente,
riguardano tutto il Paese.
D’altro canto, con profondo sentimento cristiano, ho inteso
sviluppare coerenti riflessioni con il proposito di collaborare per la
diffusione del regno di Dio nel mondo d’oggi e, in un fecondo metabolismo di
fede e ragione, umilmente concorrere anche allo sforzo di aprire uno spazio per
tutti i popoli e per quanti conoscono Dio da lontano o per i quali Egli è
sconosciuto o addirittura estraneo: per aiutarli, in effetti, ad “agganciarsi a Dio”, al
cui cospetto sta ogni creatura umana(1).
In qualità di accademico, infine, ho approfondito taluni aspetti
metodologici e di valorizzazione di comparti della disciplina
storico-sanitaria.
_________________
(1) I concetti di
riferimento sono quello del “cortile dei gentili”, riservato nel Tempio
di Gerusalemme ai pagani che volevano pregare l’unico Dio e che Gesù volle
sgomberare da chi l’aveva trasformato in “un covo di ladri”, e le
riflessioni di pertinenza espresse dal Santo Padre Benedetto XVI nel discorso
alla Curia romana per la presentazione degli auguri natalizi (Vaticano, Sala
Clementina, 21 dicembre 2009).
INDICE
Parte prima
|
Il senso della storia e il
dovere della memoria |
|
La memoria come percezione
di identità collettiva |
|
Il senso della memoria
nelle arti sanitarie |
|
Essenza e logica della
sottrazione dei fatti all’oblio |
|
La sede delle Epifanie
divine nell’intreccio fra tempo ed eternità |
Parte seconda
|
Paradigmi metodologici e
tecnici delle scienze storiche |
|
|
Concettualità e
metodologia nell’approccio alla storia |
|
|
Euristica della
storiografia della scienza |
|
|
Problematiche di
interdisciplinarietà della storia della scienza |
|
|
Approfondimenti inerenti
la storia dell’arte sanitaria |
|
|
L’archivio storico e
l’area museale |
|
|
Ruolo delle tecnologie
informatiche nello sviluppo dello studio e della diffusione della storia
sanitaria |
|
|
Approfondimenti correlativi
tra libro a stampa e opera multimediale |
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|
Studio sull’integrazione
funzionale degli mezzi informatici: |
|
|
1.
Approfondimenti sulla biblioteca virtuale on-line |
|
|
2.
Approfondimenti sul museo virtuale on-line |
|
|
3.
Il progetto Minerva nell’ambito delle iniziative comunitarie di
digitalizzazione del patrimonio culturale |
|
|
4.
Esempi di reti di supporto alla ricerca ed alla consultazione storica |
|