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diapositive, 1 col. sonora Edizione
aprile 2009 Non in vendita
SANITA’
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Raimondo
Villano - Focus on Giulio Tarro n. 2
Presentazione
Impegnarsi, pur nell’inarrestabile corsa verso il
futuro, nella ricerca applicata al recupero della conoscenza storica
dell’essenza e della ragione di un’attività scientifica o professionale, esaminandone
attentamente conquiste ed errori, è - parafrasando Kaplan - coscienza
assolutamente necessaria perché ci si renda conto del riconoscersi, del
ritrovarsi, dell’essere.
La Storia, infatti, come “categoria” di pensiero,
è fonte inesauribile di riflessione e di educazione all’esercizio critico; è
attenzione e forza che spinge in avanti, è senso di una vita, come quella
dell’uomo di scienza, forse spesso misconosciuta ma ricca di significati, densa
di varia pluralità e parte cospicua della grande storia culturale, civile,
economica, politica e sociale di tutti i tempi.
Tuttavia, per quelle attività scientifiche e
socio-culturali che, al di là della loro essenzialità intrinseca, hanno la
capacità di rimanere al mondo e che, magari, cercano la propria strada verso il
progresso, verso l’evoluzione positiva e verso il miglioramento, il solo tepore della memoria, la sola elegia di una realtà del
passato prossimo o remoto recuperabile esclusivamente con il ricordo e con la
tentazione di iscrivere tutto in una dimensione letteraria, certamente
rappresentano la costruzione della memoria ma comportano anche la scoperta che
la memoria costruita sia solo una parte, magari addirittura più o meno
equivalente alla memoria che resta da costruire: quella dei contenuti.
Tra le pieghe della memoria che può avanzare, uno
dei tasselli importanti mi sembra possa essere, inoltre, il tributo d’onore
reso agli uomini di valore non solo del passato bensì anche del nostro tempo e,
magari, la non recisione o il recupero di quell’ideale cordone ombelicale che
li lega alla nostra cultura, al nostro comune sentire.
In tal modo non escluderei un’auspicabile
biunivocità di effetti attraverso la divulgazione: da un canto, il
rafforzamento dell’esempio espresso dal loro valore e, d’altro canto, maggiori
positive ricadute di pensiero, opere ed azioni da essi derivabili o ad essi
correlabili, direttamente o indirettamente, a beneficio dell’umanità.
Condividendo Thomas Merton, quindi, pur non
potendo evitare che la vita sfugga tra le mani, ci si adopra affinché essa non
defluisca come sabbia bensì “come una semente” e si ossequia la pregnante
attualità della riflessione ciceroniana secondo cui “l’uomo che mostra
cortesemente la via agisce come se dal
suo lume accendesse un altro lume e la sua fiaccola non gli risplende meno dopo
che ha acceso quella dell’altro”.
Unendosi nel tributo d’onore ad un uomo per il suo
valore, in effetti, ogni grande realizzazione, partendo dall’individuo
artefice, può in qualche modo giungere ad esser sentita come qualcosa che lo
travalica sfociando in un coinvolgimento collettivo, quasi una sorta di
percezione d’opera collettiva.
Credendo, dunque, nella forza dell’esempio e nei
valori della continuità, credibilità e coerenza dagli uomini di valore, con misura,
senza idolatria ma con ammirazione, si può e si deve apprendere tanto!
Raimondo Villano
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